Crea sito

Bruchi che diventano robot

Posted by on 12, Lug, 2017 in Lepidotteri, news

Bruchi che diventano robot

L’intestino dei bruchi viene preso come spunto per la costruzione di nuovi robot

Oggi propongo alla vostra attenzione un’interessante articolo di Gaia Donati,forse un po datato, ma senza dubbio attualissimo nei contenuti.

Leggendo questo testo è molto chiaro che l’uomo senza madre natura non è nulla e da lei attinge gran parte delle sue idee da sempre.

A voi tutti auguro una buona lettura:

Un intestino che funziona come uno stantuffo è il segreto della straordinaria plasticità delle larve dei lepidotteri. Un sistema a due corpi che potrebbe ispirare una nuova generazione di automi flessibili

Si accorciano, si piegano, si torcono. Sfidando anche la legge di gravità.

Straordinari contorsionisti, i bruchi hanno sviluppato un sistema di locomozione tutto loro, con un intestino che si muove nel corpo come una sorta di stantuffo in un cilindro.

A scoprirlo, quasi per caso, un gruppo interdisciplinare della Tufts University’s School of Arts and Sciences della Virginia Tech e dell’Argonne National Laboratoryche studia i sistemi neurosensoriali di questi animali in vista di applicazioni robotiche.

I filmati rivelatori

Rivelatori sono stati i filmati di alcune larve di sfinge del tabacco (Manduca sexta) ottenuti con tecniche di microscopia sincronizzata ai raggi X e con radiazione visibile. Le immagini hanno svelato in dettaglio ciò che accade all’interno dei bruchi quando questi si muovono: ad ogni “onda motoria” suscitata dalla spinta in avanti delle “zampe posteriori”, l’intestino – in pratica, un tubo sospeso tra le due estremità, bocca e ano, senza altri punti di ancoraggio – avanza in anticipo rispetto al resto del corpo, in un movimento che somiglia molto a quello di un pistone.

 

La particolare duttilità di movimento delle larve è dunque il risultato di un sistema a due corpi: l’involucro esterno e l’intestino interno. Questo meccanismo, spiegano i ricercatori nello studio pubblicato su Current Biology, potrebbe ispirare una nuova generazione di robot flessibili che, a differenza di quelli attuali, abbiano uno scheletro interno e superfici non rigide.

Link di riferimento: https://www.galileonet.it/2010/07/a-passo-di-bruco-verso-i-softrobot/

Al prossimo articolo

Eva

 



 

Post a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*