Crea sito

Il ciclo vitale di una falena è una delle prime vittime del tanto temuto riscaldamento globale.

Posted by on 25, Set, 2017 in Lepidotteri, news

Il ciclo vitale di una falena è una delle prime vittime del tanto temuto riscaldamento globale.

La falena Operophtera brumata è una delle prime vittime  del Global Warming

Il riscaldamento globale è sicuramente di attualità in questi giorni con gli uragani Harvey, Irma, Jose, Katia, Maria che hanno colpito gli Stati Uniti .

Ma l’aspetto meteo con, ad esempio, la tropicalizzazione dell’Europa è solo un aspetto del problema, quello per noi più evidente in quanto ci tocca direttamente, ma l’effetto che ha sugli animali, ed in particolare sugli insetti, potrebbe essere devastante.

Un articolo di inizio millennio, passato un po’ in sordina e pubblicato su “Le Scienze”  ha fatto risaltare  il problema sulla falena Operophtera brumata.

 falena Operophtera.brumata.

Source: picture taken by Olaf Leillinger on 2005-11-29 – License: CC-BY-SA-2.5 and GNU FDL – English: Please report references to [email protected] -Deutsch: Quellenangabe und Beleg an [email protected] erbeten. Location: Dresden (Saxony, Germany).

La maggior parte degli animali, infatti, utilizza i cicli delle stagioni per regolare quelli propri vitali della riproduzione.

Per la falena Operophtera brumata, per esempio, il tempismo è assolutamente essenziale: se nasce troppo presto non trova infatti le foglie di quercia di cui si nutre, mentre un ritardo significa che esse sono già troppo dure e non digeribili.

Lo studio

Secondo un nuovo studio, questo delicato ritmo sta già diventando una delle prime vittime del riscaldamento globale.

Purtroppo questa non è però che la punta dell’iceberg, poiché molti altri rapporti ecologici simili, come quello tra le api e i fiori, potrebbero essere seriamente influenzati dal riscaldamento globale.

Queste idee sono state espresse da Marcel Visser, dell’Istituto olandese di ecologia e coautore dello studio, pubblicato sui «Proceedings of the Royal Society B». Secondo Visser, negli ultimi 25 anni (anno 2001, quindi aggiungiamo altri 15 anni), le primavere sono diventate sempre più calde, ma il numero dei giorni freddi in inverno è rimasto lo stesso.

Poiché le falene e le querce utilizzano la temperatura in modo diverso per regolare i loro cicli vitali, questo cambiamento li ha mandati fuori sincronia, con le falene che nascono troppo presto, per trovare solo alberi spogli.

Questa scoperta mostra che i modi in cui il pianeta si riscalda sono tanto importanti quanto l’entità del riscaldamento stesso.

Ovviamente, poi, la sofferenza delle falene si riflette sull’intero ecosistema, poiché la diminuzione della loro popolazione significa che c’è meno cibo per gli uccelli che se ne nutrono.

Un altro studio analogo ha mostrato che anche molti uccelli inglesi hanno cambiato le loro abitudini e depongono le uova più presto di quanto non facessero in passato.

Le implicazioni di questa ultima scoperta non sono ancora state comprese, ma è molto probabile che il risultato sia uno squilibrio della catena alimentare dell’ecosistema.

Secondo un altro ricercatore, anche se in passato non sono mancati periodi in cui il nostro pianeta si è riscaldato, per cause esclusivamente naturali, il riscaldamento provocato dall’uomo sembra essere più veloce, e quindi non lascia all’evoluzione il tempo di adattarsi.

Al prossimo articolo.

Bio GDOREMI