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I super pidocchi …

Posted by on 27, Giu, 2018 in Altri insetti, news

I super pidocchi …

Il pidocchio del capo (Pediculus humanus capitis) è sempre più resistente ai trattamenti.

I pidocchi sono parassiti di dimensioni piuttosto ridotte (da uno a tre millimetri) e di colore bianco-grigiastro responsabili della pediculosi; quest’ultima può colpire chiunque, indipendentemente dall’età e dal grado di igiene, ed è caratterizzata da prurito intenso nella regione occipitale e retroauricolare.

Solo nel nostro Paese i pidocchi colpiscono annualmente circa 1 milione e mezzo di persone, soprattutto i bambini fra i 3 e gli 11 anni.

La novità preoccupante, riscontrata nell’ambito di uno studio pubblicato sulla rivista Paediatric Dermatology e condotto negli Stati Uniti da Ellen Koch (dermatologa dell’Università di Pittsburgh) e Bernad Cohen dell’Università John Hopkins di Baltimora, sta nel fatto che questi pidocchi stanno diventando dei “super-pidocchi“. Dunque  non esisterebbero solo i “super-batteri” resistenti agli antibiotici, ma anche i “super-pidocchi”.

Pediculus humanus capitis De Geer, 1778

Pediculus humanus capitis – De Geer, 1778

I super pidocchi

I “super-pidocchi”, come suggerisce il loro stesso nome, sono dei pidocchi difficili da eliminare dal momento che sono resistenti ai trattamenti tradizionali.

Questi pidocchi dunque continuano a riprodursi, ovvero a deporre uova (lendini) alla radice dei capelli, nonostante i vari trattamenti, e, come se non bastasse, si diffonderebbero molto più rapidamente.

Infatti fino a qualche anno fa (fino a metà degli anni ’90) principi attivi come le piretrine e la permetrina (insetticida non tossico ottenuto da una pianta, il piretro) riuscivano quasi totalmente a debellare i pidocchi; oggi invece le probabilità di successo sono pari al 25%.

La loro efficacia pediculicida e ovicida si manifesta attraverso un’azione neurotossica ampiamente studiata.

Le piretrine infatti sono dei bloccanti altamente specifici dei canali del Na+ delle membrane neuronali.

Proprio questo “monotrattamento” sembra sia la causa dell’aumentata resistenza.

I pidocchi  infatti sono diventati molto resistenti, proprio come è capitato ai batteri dopo decenni di antibiotici.

Particolare della testa delPediculus humanus capitis - De Geer, 1778

Particolare della testa del Pediculus humanus capitis – De Geer, 1778

La resistenza ai trattamenti

Il motivo per cui si è creata questa scarsa efficacia di risultato con il trattamento farmacologico è che negli ultimi trent’anni sono stati usati principalmente farmaci a base di permetrina, sostanza sintetica simile alle tossine che il fiore di piretro  usa per proteggersi dagli insetti e le piretrine appunto.

L’effetto iniziale era talmente rapido che entro alcuni secondi l’insetto era incapace di muoversi (effetto “knockdown”) restava paralizzato e puoi moriva.

Così nel tempo si è diffuso sempre più tra i pidocchi un gruppo di mutazioni genetiche (chiamato knock down resistance, KDR) che difende il loro sistema nervoso dagli insetticidi piretroidi .

Ad oggi si stima che il 25% dei pidocchi umani in circolazione sia completamente immune ai trattamenti farmacologici… ed è una stima in continua crescita.

Già nel 2015 il tossicologo Kyong Yoon, della Southern Illinois University, dopo aver analizzato 109 popolazioni di pidocchi “catturati” in stati americani diversi ha riportato con assoluto stupore che ben 104 erano risultate resistenti ai trattamenti a base di piretroidi.

Ellen Koch ha commentato: “Il tasso di fallimenti dei prodotti come quelli sopracitati appare cresciuto drammaticamente in diverse aree degli Stati Uniti. Questo porta a un aumento dei costi e delle giornate perdute a scuola o sul lavoro, oltre che della frustrazione nei nostri pazienti”.

Per ora gli esperti, impegnati in ricerche più approfondite, si limitano a consigliare, in caso di resistenza al primo trattamento, di cambiare trattamento.


Al prossimo articolo.

 

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