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Le falene americane minacciano i nostri vigneti

Posted by on 8, Ago, 2017 in Lepidotteri, news

Le falene americane minacciano i nostri vigneti

La presenza dell’insetto nei vigneti di alcune regioni del Nord Italia è stata scoperta e studiata da un gruppo di ricerca internazionale, al quale ha partecipato anche l’Italia.

Articolo di qualche anno fa ma interessante dal punto di vista agroalimentare (l’infestazione dei nostri vigneti) e della globalizzazione.

Vi lascio alla lettura .

È una ‘intenditrice’ e preferisce i vitigni Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Moscato del Trentino e del Veneto la nuova specie di falena che infesta i nostri vigneti.

È molto piccola (le sue ali nere con macchie argentate aperte raggiungono i sei millimetri) si chiama ‘Antispila oinophylla’ ed è originaria del Nord America.

È stata descritta sulla rivista ZooKeys da un gruppo di ricerca internazionale, del quale fa parte anche l’Italia con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e con l’Università di Padova.

Antispila oinophylla new species (Lepidoptera, Heliozelidae), a new North American grapevine leafminer invading Italian vineyards

Antispila oinophylla new species (Lepidoptera, Heliozelidae), a new North American grapevine leafminer invading Italian vineyards

La specie è stata scoperta in Trentino e Veneto già nel 2007 da Mario Baldessari dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, che per primo l’ha classificata e descritta.

“Per il momento questa farfalla”, spiega Baldessari, “sembra confinata ai vigneti del Nord Italia, a Trento, Belluno, Vicenza, Padova, Verona e Brescia, ma potrebbe anche uscire da questi confini.

L’esame ci ha permesso di ricostruire l’albero filogenetico di questo insetto e stabilire che si tratta di una specie sconosciuta in Italia e in Europa”.

La presenza in Italia

Coordinati da Erik Van Nieukerken, del Centro per la biodiversità dei Paesi Bassi (Ncb Naturalis), i ricercatori hanno sequenziato il dna della falena e studiato la sua morfologia.

Anche se non era mai stata censita prima, è stato però possibile individuarne la provenienza: è originaria del Nord America, dove vive nell’area compresa fra la Georgia e l’Ontario.

Le sue larve si cibano di molte specie di uve selvatiche, lasciando fori sul lembo delle foglie.

“In quanto ai danni”, rileva Baldessari, “non abbiamo notato per il momento incidenze dirette sulla produzione, ma certo la specie va monitorata”.

Non si sa come questo insetto abbia raggiunto l’Europa.

Gli studiosi ritengono che le larve o pupe, in virtù della loro capacità di sopravvivere a lungo anche a basse temperature, siano state trasportate, attaccate a tronchi o ad altri materiali, a bordo di navi e aerei.

Secondo gli esperti, un rimedio per il controllo di questi insetti potrebbe essere rappresentato dalle vespe.

 

 

Al prossimo articolo.

 

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