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Ancora sulla processionaria del pino. Parte 2

Posted by on 3, Lug, 2020 in Lepidotteri, news

Ancora sulla processionaria del pino. Parte 2

In realtà più che il seguito dell’articolo di ieri è il seguito dell’articolo “LA PROCESSIONARIA MUTANTE”, in quanto parleremo dei metodi utilizzati per rilevare la divergenza ecologica e genetica in una popolazione della processionaria del pino con fenologia spostata.

La fenologia è quella parte della biologia che studia i rapporti tra fattori climatici e manifestazioni stagionali di alcuni fenomeni della vita vegetale e animale.

Thaumetopoea pityocampa

Un caso di incombente di speciazione allocronica (popolazione e specie che non vivono nello stesso periodo di tempo) attraverso spostamento fenologico, è stato studiato nella processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa).

Due popolazioni simpatriche (due specie che occupano una medesima area geografica o che presentano almeno una parziale sovrapposizione dell’areale) sono isolate dal punto di vista riproduttivo della
tempistica dello sfarfallamento degli adulti.

Lo sviluppo larvale è stato parzialmente simultaneo, sebbene i vari stadi di vita si verificano in stagioni diverse.

Il volo per adulti è stato monitorato sul campo per diversi anni e località.

Per ottenere l’assegnazione genetica e la differenziazione della popolazione secondo la fenologia sono stati usati dei marcatori genetici.

I risultati evidenziano un’elevata distanza genetica tra le due popolazioni.

Infatti la struttura genetica si è rivelata stabile nel tempo tenendo conto che la differenziazione ecologica è stata valutata nelle fasi uovo e larvale.

In generale quindi, gli individui inclusi nel campione potrebbero essere correttamente assegnati alle loro popolazioni di riferimento.

La popolazione larvale ha rivelato una maggiore tolleranza a temperature superiori a 36 ° C.

La divergenza ecologica è stata osservata anche nella fase uovo, vale a dire in carico, dimensioni, copertura e parassitismo.

Thaumetopoea pityocampa

I modelli fenologici dello sfarfallamento degli adulti, sono stati studiati sulle due popolazioni simpatriche e i loro ibridi ottenuti artificialmente, con l’obiettivo di determinare l’ereditabilità fenotipica del modello di sfarfallamento.

I risultati indicano un’ereditabilità elevata e gli ibridi rivelano un adulto intermedio a livello fenologico.

I risultati dello studio mostrano chiaramente il verificarsi di una speciazione allocronica incombente, con un processo con differenziazione ecologica in corso.

Riferimenti: https://www.repository.utl.pt/bitstream/10400.5/5204/1/HSantos_tesePhD_definitiva_final.pdf

Al prossimo articolo.

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Farfalle e falene della pianura Friulano-Veneta

Bio  GDoremi