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Entomoterapia, o l’uso medicinale degli insetti – un aggiornamento

Posted by on 9, Mar, 2020 in Altri insetti, news

Entomoterapia, o l’uso medicinale degli insetti – un aggiornamento

Gli insetti una risorsa medicinale come significativo contributo alla conservazione della biodiversità.

Già in passato vi ho proposto articoli in cui gli insetti o altri artropodi, vengono utilizzati o possono avere un potenziale utilizzo medicinale.

Certo forse non è proprio il periodo adatto per rivedere articoli come questo, visto come il Coronavirus o Covid 19 sta imperversando in Italia e nel mondo.

Ma abbiamo visto come gli insetti possono aiutarci, almeno potenzialmente in questo campo .

Abbiamo visto come le cellule della Trichoplusia  vengano utilizzate per la produzione di vaccini antinfluenzali, (Link) o degli antibiotici dal cervello delle cavallette (Link) , oltre ad un paio di altri esempi.

insetti e medicina

Ed effettivamente non è  solo negli ultimi anni che gli insetti vengono utilizzati per la cosiddetta Entomoterapia.

Molti artropodi e le sostanze che vengono estratte da loro, sono utilizzati come risorse terapeutiche da diverse culture di tutto il mondo.

Oltre alla medicina,  avevano anche funzioni mistiche e magiche nel trattamento di molte malattie in molte colture.

La scienza ha già dimostrato le proprietà di alcune sostanze degli insetti nelle cure immunologiche,  oppure come analgesico, antibatterico, diuretico, anestetico, ed antireumatico .

Diversi autori hanno esaminato  il potenziale terapeutico degli insetti nella  medicina tradizionale o hanno usato quest’ultimi nei loro prodotti nei laboratori o cliniche.

Così, gli insetti sembrano essere una fonte quasi inesauribile per la ricerca farmacologica e medicinale.

Studi chimici sono tuttora necessari per scoprire componenti biologicamente attivi nei corpi degli insetti.

Il potenziale terapeutico degli artropodi  concede un ulteriore  significativo contributo al dibattito sulla conservazione della biodiversità.

Questo potenziale va rivisto anche in prospettiva del valore economico e culturale di questi animali, tradizionalmente considerato inutile.

L’uso sostenibile di questa risorsa deve essere preso in considerazione al fine di evitare il sovrasfruttamento, con relativi rischi di estinzione e distruzione della biodiversità.

L’entomoterapia, come spiega all’Ansa Stefano Turillazzi dell’Università di Firenze, che di recente ha scritto il libro “Entomoterapia – Gli insetti come farmaci” (Edizioni ETS), trova già applicazioni in non pochi ambiti clinici.  

La larviterapia

“Ci sono molti trial clinici in corso che sfruttano sostanze estratte dagli insetti” continua lo scienziato, che precisa come la larviterapia sia una tecnica che utilizza larve di mosche per ripulire ferite o piaghe che non guariscono e non rispondono più alle cure antibiotiche.  

“È stata validata a livello scientifico, riconosciuta e in uso in Gran Bretagna e USA” commenta.

“Le larve normalmente si nutrono di carne putrefatta e non toccano la carne viva, dove le cellule sono sane; inoltre rilasciano sostanze antibiotiche che aiutano a contenere l’infezione”.

Nuovi (potenziali) antibiotici

Le secrezioni antimicrobiche prodotte dalle larve, vengono rilasciate anche da altri insetti in saliva e veleno.

Continua Turillazzi: “Noi abbiamo trovato due antibiotici nel veleno delle vespe, che producono e si ricoprono di veleno e lo attaccano anche sui luoghi dove vanno a passare la fase invernale (ibernacoli) per proteggersi”. Molti di questi antimicrobici, spiega, sono promettenti perché potrebbero aggirare alcune resistenze agli antibiotici, e sono attualmente in studi clinici e di laboratorio.

Ad esempio di recente un gruppo di ricerca del Massachusetts Institute of Technology di Boston ha modificato sostanze antimicrobiche del veleno di vespa.

Nello, studio pubblicato su Nature Communications Biology,  gli scienziati raccontano di averle usate per trattare in animali infezioni da Pseudomonas aeruginosa. Un ceppo batterico molto temuto perché multiresistente.

Uno studio interessante e approfondito è stato effettuato da Eraldo Medeiros Costa Neto del Department of Biological Science dell’ Universidade Estadual de Feira de Santana, Feira de Santana, Bahia, Brazil, ed è scaricabile in questa pagina: Link

Al prossimo articolo.

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