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L’evoluzione della locomozione degli insetti

Posted by on 26, Ago, 2019 in news

L’evoluzione della locomozione degli insetti

La struttura a sei zampe, il sistema più comune di locomozione degli animali sulla Terra, si sarebbe evoluta più di una volta indipendentemente

La ricerca è stata pubblicata nel 2003 ma rimane interessante dal punto di vista evolutivo.
Vi propongo un sunto tratto da http://www.lescienze.it news del 22/03/2003, buona lettura.

Secondo una nuova analisi del DNA, la struttura a sei zampe degli insetti, la più comune architettura animale sulla Terra, si è evoluta più di una volta.

Lo afferma uno studio che contraddice un’idea diffusa nel campo dell’entomologia, ma alcuni scienziati chiedono ulteriori prove.

Collembolo – © Gianluca Doremi

Recenti dibattiti sulle origini degli insetti si sono incentrati sul fatto se siano imparentati maggiormente con i crostacei, come granchi o aragoste, oppure con i miriapodi, come i millepiedi.

La maggior parte dei ricercatori ritiene che un antenato comune, che assomigliava probabilmente a un crostaceo, abbia dato origine a tutti gli esapodi, compresi gli insetti e le creature a sei gambe come la collembola, che vive nel terreno e che alcuni scienziati considerano essere un insetto.

Per scoprire se questa teoria può essere confermata dalla genetica, il biologo evolutivo Francesco Nardi dell’Università di Siena e colleghi hanno esaminato il DNA mitocondriale di più di 30 insetti, collemboli e probabili parenti.

Hanno scoperto che alcuni crostacei sono imparentati più da vicino agli insetti di quanto non lo siano i collemboli, il che suggerisce che queste non siano affatto insetti, ma un gruppo che si è separato dalla linea evolutiva molto prima.

Lo studio è stato pubblicato sul numero del 21 marzo 2003 della rivista “Science“. Secondo il biologo Chris Simon dell’Università del Connecticut, questa revisione dell’albero genealogico degli insetti potrebbe modificare le idee degli scienziati su come e perché la selezione naturale abbia innescato processi fisiologici e biochimici per creare la struttura a sei zampe.

Il biologo Frederick Schram dell’Università di Amsterdam, invece, non è d’accordo e ritiene che l’analisi andrebbe effettuata su un maggior numero di specie.


Al prossimo articolo.

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