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La memoria dopo la ‘fine del mondo’

Posted by on 18, Set, 2019 in Lepidotteri, news

La memoria dopo la ‘fine del mondo’

La memoria dopo la ‘fine del mondo’

Finora si dubitava che la memoria e le associazioni apprese durante lo stadio larvale fossero ancora disponibili all’insetto adulto

Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla, recita un antico proverbio, esprimendo la drammatica radicalità del processo di metamorfosi. In effetti i cambiamenti coinvolgono non solo la forma del corpo, ma anche lo stile di vita, la dieta, le capacità sensoriali dell’insetto. Tanto che i biologi hanno dubitato a lungo del fatto che la memoria e le associazioni apprese durante lo stadio larvale fossero ancora disponibili all’insetto adulto.

Ora, un gruppo di ricercatori della Georgetown University rivela che la farfalla è effettivamente in grado di ricordare ciò che ha appreso quando era un bruco. wp-content/uploads/2016/11/1280px-Manduca_sexta_male_sjh-960x720.jpg

Come spiegano in un articolo a prima firma Doug Blackiston pubblicato sulla rivista online ad accesso libero “PLoS ONE”, i ricercatori hanno addestrato alcuni esemplari maturi di bruco di Manduca sexta – una falena comunemente nota come “verme del tabacco” – ad associare alcuni particolari odori a un debole scossa elettrica, inducendo un comportamento di “evitamento” rispetto a essi. Successivamente, quando dalla pupa emergeva l’insetto adulto, i ricercatori hanno potuto constatare che anch’esso evitava accuratamente di avvicinarsi alla fonte di quegli stessi odori, cosa che non avveniva invece per gli esemplari del gruppo di controllo.

L’esperimento dimostra quindi in modo conclusivo che nei lepidotteri la memoria sopravvive alla metamorfosi, aprendo peraltro nuove questioni circa l’organizzazione e la persistenza del sistema nervoso centrale nel corso di questo processo, che determina drastici cambiamenti anche nel sistema nervoso dell’insetto.

“L’idea che le esperienze del bruco possano persistere nella farfalla adulta cattura l’immaginazione e sfida una diffusa concezione della metamorfosi”, osserva Martha

Weiss, che ha partecipato allo studio. In effetti, la ricerca mostra che la conservazione dei ricordi dipende dallo stadio di maturazione del cervello del bruco: lo stesso esperimento dava infatti risultati differenti a seconda che l’evitamento dell’odore venisse fatto apprendere a bruchi molto giovani o a esemplari prossimi allo stadio pupale. Solo questi ultimi mostravano infatti di conservare memoria di quel comportamento.

La scoperta ha implicazioni anche sul piano ecologico ed evolutivo, dato che si apre la possibilità che la farfalla femmina tenda a deporre le uova su piante del tipo di quelle di cui si è nutrita essa stessa quando era larva. (gg)

Al prossimo articolo.

Bio GDOREMI