Crea sito
Google+

Farfalle e falene

Della bassa friulana e dintorni
August11, 2014!
© Tutti i testi e le immagini relativi ai lepidotteri, presenti in questo sito, sono utilizzabili esclusivamente citando la fonte

Piccola guida alle pagine "nascoste" del sito




Motore di ricerca interno al sito


Per la ricerca si può inserire il nome scientifico, il nome comune, le piante nutrici o qualsiasi parola utile all'identificazione. Specie presenti nel sito 290, oltre 2.100 foto



Un ringraziamento particolare va a tutti i membri del Forum di Natura Mediterraneo a cui devo moltissime identificazioni.

Lepidotteri

I Lepidotteri (Lepidoptera Linnaeus, 1758) rappresentano un vasto ordine di Insetti olometaboli a cui appartengono più di 165.000 specie, note come farfalle e falene. Il nome fa riferimento alle piccole squame ovali che ricoprono le ali di questi insetti, disposte le une sulle altre, come gli embrici di un tetto, ma che all'occhio naturale sembrano un semplice pulviscolo; deriva dal greco antico λεπις (lepis): squama, scaglia e πτερόν (pteron): ala. La distinzione tra farfalle e falene non risponde a una classificazione scientifica tassonomica ma deriva dall'uso comune. In base a tale distinzione "popolare", alcuni autori del passato hanno proposto una distinzione tra Ropaloceri o "Rhopalocera" (farfalle) ed Eteroceri o "Heterocera" (falene) che però non è scientificamente accettata. La distinzione si basa sulla forma delle antenne. Nei ropaloceri le antenne sono clavate, cioè terminano con un rigonfiamento. Negli eteroceri le antenne possono avere diverse forme: bipettinate, filiformi, a bastoncello, etc.. L'ordine dei Lepidotteri è costituito da circa famiglie 127 (per un totale di 157.454 specie), ed è secondo, nella classe degli Insetti, solo all'ordine dei Coleotteri. La parola lepidotteri significa letteralmente “ali con le scaglie” in relazione alla presenza di minute scaglie che rivestono intensamente le ali e il corpo donando la tipica colorazione. Occhio composto e spiritromba di un lepidottero. Il corpo dei Lepidotteri, come quello di tutti gli Insetti, è diviso in capo, torace ed addome. Le ali e le zampe sono delle appendici del torace. La testa è piccola e arrotondata ed è occupata da un paio di occhi composti, così chiamati perché ognuno di essi è costituito da centinaia talvolta migliaia di piccole lenti (ogni unità è detta ommatidio) .
more

La zona dei rilievi

La zona del rilievo
Le zone che vedete segnalate in rosso sulla cartina permettono di attraversare ambienti molto diversi tra loro percorrendo pochi chilometri, creando di conseguenza terreno fertile alla biodiversità, come dimostrato dall’alto numero di specie di lepidotteri incontrate. L'area in questione si può dividere principalmente in tre ambienti: La laguna , il corso di pianura del fiume, e l’incontro del fiume con il mare e le dune. Di cui vi do una breve descrizione.

La laguna di Marano
Formata da tre bacini, quello di Lignano di S. Andrea e di Buso, (questa per metà appartenente alla laguna di Grado), la Laguna di Marano, con il suo clima submediterraneo umido, è alimentata da tre corsi d'acqua principali, lo Stella, il Corno, e l'Ausa . Le parti pianeggianti, generalmente ricoperte da melma e poste a filo d'acqua, sono conosciute come velme, mentre le zone emerse sono definite barene.La flora presenta una vegetazione sia salmastra, frequente nelle velme, che semi-salmastra, presente nelle barene . Piuttosto estesi, nelle zone sabbiose, sono i popolamenti di specie ammofile, diffuso nelle zone di terraferma è, invece il pino marittimo. Ricchissima la fauna sia ittica che avicola. Le acque lagunari sono particolarmente pescose e presentano un'ampia gamma di specie ittiche, fra cui molti tipi di pesci, anche pregiati, di molluschi e di crostacei. La laguna di Marano rappresenta la prima grande zona marittima o pre-marittima per gli uccelli migratori provenienti dall'Europa centrale e settentrionale. È pertanto popolata da un gran numero di volatili appartenenti alle specie più diverse. Grazie alla propria ricchezza ornitologica la laguna è stata dichiarata, nel 1979, zona protetta di valore internazionale.

Il corso inferiore del Tagliamento
Gran parte della Bassa Friulana, e di conseguenza la zona in questione, è una pianura di tipo alluvionale, formata dai sedimenti trasportati dal Tagliamento a partire dall'ultimo massimo glaciale. Nel corso della sua storia, il fiume ha più volte cambiato posizione lungo il conoide alluvionale che va a formare la bassa pianura, e Solamente a partire dal V secolo d.C. si venne costituendo l'attuale percorso Belgrado - Madrisio - Varmo - Latisana - mare, la cui foce è posta fra le spiagge di Lignano Sabbiadoro e Bibione.

La zona di mare e la foce del fiume
E' caratteristica di una foce di un fiume in equilibrio la formazione di cordoni dunosi paralleli alla linea di riva. Ancor oggi è infatti possibile osservare alla foce del Tagliamento la struttura del delta e identificare circa una trentina di cordoni dunosi intercalati da bassure, sui quali si è impostata una tipologia di vegetazione rispettivamente arborea ed arbustiva, che ne permette l'identificazione sia lungo il tratto terminale del Tagliamento in riva sinistra subito alle spalle di Lignano Riviera, sia nel settore centrale delle penisola nel sito delle ”Colonie”. Anche lungo il settore di Bibione le dune, che qui raggiungevano l'altezza di 8 metri, si conservano soprattutto in vicinanza dell'alveo del fiume.

Quindi ci troviamo di fronte a differenti terreni, da quello agricolo bonificato da un’area salmastra, a quello agricolo da area alluvionate, dai boschi golenali, all’area arida e salata delle dune marine, dalle zone paludose di laguna ai giardini ed alle zone adiacenti ad aree densamente edificate. Come detto all’inizio, quindi terreni diversi generano biodiversità, in tutte le specie e quindi anche nei lepidotteri che troverete descritti.
more