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I paramedici delle formiche africane

Posted by on 7, Mag, 2018 in Altri insetti, news

I paramedici delle formiche africane

Le formiche Matabele, formiche africane diffuse nell’area sub-sahariana, curano le proprie compagne ferite nei combattimenti contro le termiti riportandole al formicaio e leccandole per molto tempo.

Interessante articolo, pubblicato su “Le Scienze” sull’azione di pronto soccorso  di una specie di formiche africane.

Il trattamento riduce notevolmente la mortalità, forse per un’azione antimicrobica, ma è riservato agli esemplari con buone probabilità di sopravvivere.

Ma veniamo all’articolo (alla fine è possibile vedere un video relativo all’argomento).

Megaponera analis: è questo il nome scientifico di una delle tante specie di formiche africane, nota anche come formica Matabele, che sarebbe rimasta sconosciuta agli entomologi, se non fosse per un suo comportamento senza uguali in tutto il regno animale.

Le formiche di questa specie curano le proprie compagne ferite, e con un’efficacia da far invidia al più moderno trattamento medico.

La mortalità degli insetti passa dall’80 per cento senza cure al dieci per cento dopo le cure.

L’incredibile scoperta, descritta sui “Proceedings of the Royal Society B”, è opera di Erik T. Frank, Marten Wehrhan e Karl Eduard Linsenmair della Julius-Maximilians-Universität a Würzburg, in Germania.

L’importanza delle cure

Si tratta di cure importanti, considerato che queste formiche, molto diffuse in tutta l’Africa sub-sahariana, sono impegnate a depredare le termiti due o tre volte al giorno.

Formiche africane

(AFP / MANILA BULLETIN)

In queste operazioni, che coinvolgono dalle 200 alle 600 formiche, l’obiettivo sono le termiti operaie che una volta uccise sono portate nel formicaio, dove infine vengono mangiate.

Durante gli assalti, però, le formiche Matabele devono superare la resistenza delle termiti soldato, che con le loro potenti mascelle possono ferire o uccidere i nemici: spesso le formiche possono perdere una o più zampe in un combattimento.

E qui inizia la sorprendente procedura di pronto soccorso: quando una formica è ferita, chiede aiuto secernendo una sostanza chimica che stimola le sue compagne a riportarla al formicaio.

Una volta che la formica ferita è giunta a destinazione, le compagne iniziano a leccare le sue ferite intensamente e per diversi minuti.

“La nostra ipotesi è che questa operazione pulisca le ferite e che la saliva lasci sostanze antimicrobiche che riducono il rischio di infezioni batteriche e fungine”, ha spiegato Frank.

Dallo studio sono emersi altri particolari sorprendenti del comportamento di questi insetti.

Sembra infatti che siano soccorse solo le formiche con ferite leggere. Quelle con cinque zampe ferite su sei, per esempio, non sono soccorse. Probabilmente questo comportamento riflette un drastico principio utilitaristico, che evita di spendere energie per individui senza speranza di guarigione.

Ma il dato ancora più sorprendente è che non sono le soccorritrici a decidere chi prendere e chi lasciare sul campo, ma sono le formiche ferite stesse che lanciano segnali diversi a questo scopo. Le formiche ferite leggermente, rimangono ferme e piegano le zampe rimanenti per facilitare il trasporto. Quelle ferite gravemente, invece, si dimenano.

“Semplicemente, non collaborano con le soccorritrici e quindi sono lasciate sul campo”, ha aggiunto Frank.

Ma come fanno le formiche a capire dove si trovano le compagne ferite? È una delle tante questioni lasciate senza risposta, che saranno affrontate dalle prossime ricerche. I ricercatori dovranno chiarire in particolare quando le formiche soccorritrici decidono di smettere di applicare la saliva. E se quest’ultima ha solo una funzione di prevenzione delle infezioni, o ha anche un’attività terapeutica.

 

 

 


 

Al prossimo articolo.

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