Le foglie di tabacco quando vengono mangiate, attivano, come risposta, una difesa indiretta tramite il rilascio di sostanze organiche volatili.
Normalmente le piante a foglia verde quando vengono attaccate, emettono sostanze volatili (GLV) in risposta a danni fatti dall’erbivoro.
Sono queste sostanze, per esempio, a produrre l’odore inconfondibile dell’erba appena tagliata.
In questo modo attirano i predatori degli erbivori come parte di una difesa indiretta.
Il problema di questa difesa consiste nel tempo, di solito questi segnali vengono prodotti nel giro di diverse ore dall’inizio dell’attacco, dando un vantaggio temporale all’erbivoro che spesso riesce a completare il pasto e andarsene.
Da una ricerca pubblicata su Science, nella pianta di tabacco, il processo di reazione risulta essere molto più rapido.
Sembrerebbe che proprio la saliva delle larve di uno dei principali divoratori di foglie di tabacco (la Manduca sexta), attivi questo processo.
Infatti le larve di questa falena tramite un enzima nella saliva, modificano la struttura molecolare dei GLV .
Le sostanze emesse dal tabacco sono di due tipi (GLV E e GLV Z) e vengono prodotte in quantità diversa a seconda del tipo di attacco.
Quando le foglie vengono divorate dalla larva della Manduca sexta, producono in risposta una maggior quantità di GLV E ed in tempi ridotti rispetto ad altri tipi di danneggiamento, attirando così i predatori del bruco.
Sono comunque necessarie ulteriori analisi per stabilire i meccanismi specifici di queste reazioni.
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